STATI DI COSCIENZA

Ogni uomo ha la capacità e il potenziale per sperimentare almeno quattro diversi stati di coscienza, anche se nella vita ordinaria vive quasi completamente nei primi due. 

Gli stati di coscienza che l’uomo può provare sono:

il sogno ordinario, sebbene non sia realmente uno stato di coscienza, perché lo sperimentiamo durante la notte, durante il sonno, quando si ricaricano le nostre energie, e  rappresenta la condizione del più basso livello di coscienza; non possiamo percepire ciò che sta accadendo intorno a noi e abbiamo una vaga impressione delle funzioni dei centri; i sogni che aiutano all’eliminazione delle impressioni raccolte durante il giorno sono una condizione di completa immaginazione e identificazione, giacché noi non possiamo agire per nessun motivo e siamo alla mercé di ciò che ci circonda.

Il secondo stato è quello della veglia, lo stato in cui ogni uomo comune vive la maggior parte della sua vita, caratterizzato da uno stato costante d’identificazione, immaginazione e menzogna. In questo stato, l’uomo ha un livello superiore di autocoscienza rispetto al primo stato, ma continua a mantenere una connessione limitata con la sua semplice esistenza e vita funzionale. La differenza tra il sonno e la veglia fa sì che l’uomo comune pensi di essere cosciente di se stesso, proprietario della sua vita, ma, oggettivamente, vive in una condizione di schiavitù, condizionato da risposte meccaniche, pensieri associativi, sentimenti ed emozioni arcaiche automatiche. Questo è lo stato in cui immagazziniamo i ricordi nei centri inferiori, a seconda del tipo e dell’intensità dei sentimenti che riceviamo.

Il terzo stato, di autocoscienza, per l’uomo comune accade raramente, può raggiungerlo ogni volta che ha, per esempio, un ricordo vivido di qualcosa o ricordi profondi e vividi su se stesso. Questo stato può essere evocato da momenti di grande paura o grande gioia o dai risultati di alcune azioni intenzionali (lavoro su stessi). Questa è la sensazione di essere “qui e ora”. 

Il quarto stato, di coscienza oggettiva, è lo stato da cui è esclusa quasi la totalità degli esseri umani, poiché possono raggiungerlo solo in pochi, in casi eccezionali. Può anche essere molto pericoloso per un uomo che non sia in grado di capire cosa sia successo in quello stato. Il quarto stato di coscienza può essere raggiunto solo dopo aver raggiunto il terzo stato. Un uomo può vedere le cose come sono (Samadhi), ed è il risultato della trasformazione delle energie prodotte da un preciso lavoro su di sé. 

Pretendere di entrare nel cielo senza prima entrare in noi stessi per meglio conoscerci e considerare la nostra miseria, per vedere il molto che dobbiamo a Dio e il bisogno che abbiamo della sua misericordia, è una vera follia.

Le Scuole esoteriche che parlano di stati di coscienza, normalmente, si riferiscono agli stati sopra menzionati; quasi sempre, però, ripetono solo ciò che è stato loro insegnato, e semplicemente non riescono a capire che manca qualcosa. Queste parti mancanti sarebbero chiare se conoscessero cosa si vuole raggiungere e quali strade percorrere.

È più o meno ciò che succede con il cristianesimo. Se si volesse sintetizzare in una sola frase il messaggio più importante di Cristo, potremmo dire che sarebbe:”Amatevi gli uni gli altri”.

Il problema con questo non è che non sia vero, bensì che dopo 2000 anni solo poche persone siano riuscite a realizzarlo.

Vedete, essere capaci di Amare presuppone un livello di essere molto alto, richiede un controllo molto sofisticato dei propri pensieri, delle proprie emozioni e di moltissimi altri aspetti e, quindi, poche persone sono capaci di Amare. Però, per vivere cristianamente, non è necessario raggiungere questo livello, si può partire da livelli più “bassi”, e comunque molto utili, e che possono servire come metro per

determinare il grado di “crescita” di una persona. Per esempio, possiamo dire che potremmo sostituire la parola amatevi, in un primo momento, con salutatevi, poi magari con rispettatevi, poi con aiutatevi e cosi via, fino ad arrivare ad AMATEVI.

Nella fratellanza Sarmoung, utilizziamo molti stati di coscienza differenti, che i discepoli realizzano durante il percorso e che servono tra l’altro a mantenere saldo il compromesso con il proprio lavoro spirituale.

Alcuni di questi stati di coscienza sono: Coscienza Vigile, Coscienza Perpetua, Coscienza Ascendente, Coscienza Unificata.

L’uomo è qualcosa di meraviglioso, tendiamo molto spesso a dimenticarlo, così presi dalla quotidianità e da ciò che ci vogliono far credere sia realmente importante per le nostre vite.

Credete veramente che la vostra vita non abbia significato alcuno se non avete un iPhone ultimo modello o se non indossate un abito alla moda o se non avete una macchina da schianto o se non potete permettervi ristoranti, viaggi e case di lusso?

Anticamente i maestri erano soliti chiedere alle persone che cercavano la felicità nella realizzazione materiale:”Chi è più ricco e felice? Chi più ha o chi meno necessita?”.

Il Karma

Il karma si manifesta nella nostra quotidianità  nell’incessante corrente di pensieri e immagini che irrompono attraverso la mente e si concretizzano con le nostre azioni. Attraverso tali azioni creiamo e sosteniamo il nostro karma.

Essere in grado di controllare e dirigere questa corrente ci porta inesorabilmente a diventare i padroni della nostra esistenza.