I CENTRI E LE LORO FUNZIONI

La macchina umana è composta da diverse parti. Nel sistema li chiamiamo “Centri”, collegati alle diverse funzioni nella vita quotidiana dell’uomo. 

Questi centri sono rispettivamente:

1. Centro motorio (fisico-istintivo): regola l’organismo biologico, interviene automaticamente per mantenere il nostro corpo e per lavorare in equilibrio con l’ambiente, controllando le nostre funzioni istintive-motorie; è un centro che produce l’immaginazione e consente la comprensione della dinamica delle cose.

2. Centro emotivo: governa le funzioni emotive; è un centro molto più veloce, se funziona correttamente.

3. Centro intellettuale: svolge le funzioni relative al pensiero e al confronto. Questo è il centro più lento, e per questo motivo è il migliore per iniziare il lavoro stesso.

Allo stesso modo, ogni centro è diviso in una metà positiva e l’altra metà negativa; questo non è legato all’aspetto morale, ma semplicemente come affermazione di tipo: sì / no, attivo / non attivo.

Ad esempio, la parte positiva del centro intellettuale afferma, mentre l’altra nega. Fisicamente, l’espressione di quella divisione si traduce nell’opposizione tra quiete e movimento, mentre nella parte istintiva, come accettazione o repulsione.

La divisione del centro emozionale è diversa, perché le emozioni negative che percepiamo sono parte di un “centro artificiale”, che si è sviluppato sia attraverso il processo educativo che dalla naturale tendenza a imitare i comportamenti altrui, presenti nell’essere umano fin dalla più tenera età. La vera parte negativa del centro emotivo può essere espressa solo attraverso momenti di grande sofferenza, come la perdita di qualcuno a cui siamo attaccati emotivamente.

Tieni fermamente la tua intenzione davanti a te, ad ogni tuo passo. Ció che vuoi é la libertá e non devi mai dimenticarlo

Un’ulteriore divisione dei centri è data dalla quantità di attenzione richiesta per espletare le loro funzioni; in base a ciò, ogni centro è diviso in:

– una parte meccanica, che non ha bisogno di attenzione, nella quale vengono registrate tutte le azioni ripetitive correlate a questo centro, come guidare una macchina (la parte meccanica del centro motore);

– una parte emozionale, che lavora grazie al fascino e all’attrazione, la parte che si attiva quando qualcosa attira la nostra attenzione e ci concentriamo su quella cosa perché ci piace ed è interessante, positivamente o negativamente. Possiamo osservare questa dinamica durante la visualizzazione di un film o dopo un evento sportivo;

– una parte intellettuale, che lavora con attenzione focalizzata e viene utilizzata quando si studia per un esame o per un lavoro manuale molto difficile.

Non abbiamo l’abitudine di osservare noi stessi, per vedere che ogni centro ha la sua individualità, la propria memoria e immaginazione: ogni centro è un mondo a sé. Ogni centro è una parte individuale in noi, che vive la sua parte di qualcosa anche senza conoscere l’esistenza degli altri centri.

Per noi, i diversi “io” dei diversi centri sono ciò che noi chiamiamo la personalità, un gruppo di atteggiamenti che corrispondono al ruolo che giochiamo in situazioni diverse.

Potete pensare a “chi siete”, ad esempio, quando lavorate a casa con la vostra famiglia, quando incontrate qualcuno che amate o qualcuno che odiate.

Tutte queste “persone” che vivono in noi sono attivate in relazione ai diversi input che riceviamo dall’ambiente che ci circonda. Può sembrare che non ci sia nulla di sbagliato nell’essere una

persona diversa, per esempio, con i vostri figli in un modo e con un cliente o il nostro capo in un

altro, e questo è vero; ma la cosa importante che dovete osservare è che ciò accade senza

un’intenzione cosciente, è la conseguenza di un’acquisizione automatica, e non di una valutazione cosciente e ragionata delle nostre azioni. Ciò che fa un padre o una madre non è il risultato di un

lavoro consapevole, ma è il risultato delle nostre precedenti esperienze e idee, situate nella parte intellettuale dei nostri centri. E ciò che possiamo e dovremmo fare, per iniziare un lavoro in noi

stessi, è sviluppare l’attitudine di osservare queste dinamiche nella nostra vita quotidiana e

osservare le stesse dinamiche nelle persone che incontriamo durante il giorno.

Se guardassimo il rapporto che abbiamo con le altre persone, potremmo vedere che tutto ciò che pensiamo e che facciamo, semplicemente, accade e, se provassimo a cambiare qualcosa, semplicemente non ci riusciremmo, perché la risposta in una data situazione sarebbe troppo veloce; e quando cerchiamo di cambiare un atteggiamento usiamo una serie di “ammortizzatori” che ci impediscono di fare qualcosa di diverso da ciò che comunemente conosciamo. Pertanto, abbiamo bisogno di alcuni insegnamenti che ci aiutino a far accadere qualcosa di veramente diverso nelle nostre vite.

Preghiera Sarmoung

All’uomo è stato insegnato a pregare in due modi: in modo negativo e in modo positivo.

La preghiera negativa equivale a implorare Dio a fare ciò che Egli desidera.

La preghiera positiva, invece, equivale a ringraziare Dio per ciò che Egli ha fatto.

Noi, nella fratellanza Sarmoung, insegniamo una terza forma di comunicare, con l’Eterno Presente.

E questa forma è radicata nel silenzio.