EQUILIBRIO

Nella sua vita quotidiana l’uomo moderno non è a conoscenza di se stesso, e questo è il motivo del suo squilibrio fisico, emotivo e intellettuale.

Il sistema che proponiamo ritiene che l’uomo comune sia un essere incompleto, è considerato come “l’embrione” di un più elevato livello di Essere e, di conseguenza, è sbagliato pensare di avere certi attributi che non si possiedono.

All’inizio, un serio sistema di sviluppo interno fornisce una sorta di “mappa” della macchina umana, sia delle sue componenti che delle sue funzioni. Nella fase iniziale del percorso, un cercatore deve far partire il proprio lavoro osservando i processi psicologici e le varie manifestazioni del suo mondo interiore. 

La pratica di questo lavoro interno, all’inizio, porta il discepolo a sviluppare l’abitudine di esercitare attivamente la sua attenzione, di ricordare se stesso, di sforzarsi di essere cosciente di se stesso, per rendersi conto di quali sono le risposte psicologiche e meccaniche causate dalle impressioni che riceve dal mondo.

Questo stato di coscienza costante, connesso ai concetti teorici del sistema, permette la comprensione dei processi interni che sperimenta in determinate situazioni. Con questo tipo di comprensione, il discepolo può sviluppare nuove abilità e attitudini e “cristallizzarle”, per permettere  la creazione e quindi l’espressione di un Essere reale,  che è l’unica “unità” capace di realizzare i corpi superiori.

La Natura ha dato ad alcuni uomini la possibilità di essere non solo uno strumento cieco, totalmente al servizio della meta universale, ma allo stesso tempo di produrre un surplus di ciò che è richiesto e di usare questo eccesso per se stesso,  cioè, per la definizione e manifestazione della propria individualità.

Per raggiungere questo obiettivo, il discepolo deve essere capace di determinare almeno questi tre elementi:

  1. il livello relativo della sua coscienza
  2. il grado di unità in se stesso
  3. la forza di volontà di cui dispone in un momento dato

Una volta determinati questi tre punti, è possibile avviare uno studio di ciò che è utile e ciò che è dannoso per la struttura psicologica del discepolo: utile è tutto ciò che promuove il nostro sviluppo, dannoso è l’opposto.

È molto difficile raggiungere questo tipo di comprensione, perché abbiamo tutti la cattiva abitudine di pensare senza un  vero proposito. Per raggiungere il vero sé, ogni riflessione intellettuale o indagine dovrebbe avere un obiettivo specifico: raggiungere la coscienza e liberarci dalla natura meccanica di tutte le nostre azioni.

Lo studio del sé deve essere pratico, e le sue basi devono essere trovate in concrete espressioni meccaniche in noi stessi. Dobbiamo osservare la nostra vera condizione, ciò che accade dentro e attraverso di noi, oggettivamente, per ottenere in un secondo momento la possibilità di cambiare qualcosa in noi stessi.

Comprensione è azione

Comprendere significa agire. Se affermiamo di aver compreso, le nostre azioni rimangono però immutate, è solo comprensione intellettuale. La vera comprensione è seguita inevitabilmente dall’azione corretta.

Detto Sarmoung